Ovvero come preparare una serata osservativa.

 

Oltre alle grandi opposizioni planetarie ce né un’altra che mi sta a cuore,è quella alla corsa sfrenata alla tecnologia ed in particolare al puntamento elettronico,precisamente il tanto decantato GO TO.

Non mi va l’idea di essere preso per mano e condotto a fare una “passeggiata”nel cosmo,lo posso associare all’astrofilo evoluto che ha bisogno di puntare velocemente degli oggetti da fotografare.Io mi rivolgo principalmente a chi inizia o al visualista puro,a colui che vuole scoprire ed”imparare”il cielo con i propri mezzi,che lo vuole esplorare a piccole zone,che vuole imparare ad orientarsi e sapere in quale ristretto spicchio di cielo c’è l’oggetto che si vede all’oculare del telescopio.

Una buona regola da rispettare sarebbe quella di preparare a casa un programma delle nostre osservazioni; si potrebbe iniziare a consultare un piccolo planisfero celeste,questo ci mostrerà le costellazioni presenti in cielo nella serata prescelta.Se si osserva di frequente, questo strumentino non è indispensabile,osservazione dopo osservazione ci si rende conto di come le costellazioni anticipino ogni sera il transitino sul nostro meridiano,se una costellazione, che riusciamo a riconoscere con facilità,la vediamo in una posizione,qualche sera dopo alla stessa ora la troveremo spostata di poco verso ovest.Se invece a causa di mille motivi è da un po’ di tempo che non osserviamo, non avremmo un’idea di che costellazione ci sia in cielo in quel momento, specialmente le costellazioni minori,quelle meno menzionate che fanno da contorno ad altre più importanti per luminosità e per la ricchezza di oggetti che contengono.

Dopo aver visto che costellazioni ci sono in cielo nella sera prescelta,le vado a cercare sul mio atlante celeste,prendo in esame quelle che si presentano, alla presunta ora di inizio delle osservazioni,nel settore occidentale,cioè le prime che tramonteranno,va da se che programmerò per gli orari più tardi le costellazioni che si trovano ad est o che addirittura devono ancora sorgere,tenterò di far coincidere il momento dell’osservazione con il transito dell’oggetto sul nostro meridiano.Guardo attentamente quali oggetti contengono, me li annoto su un foglio accompagnati da degli appunti:

Coordinate,possono servire a chi ha i cerchi graduati per facilitare il puntamento ,per chi non li ha aiutano a ritrovare l’oggetto sull’atlante per coordinarsi nello star-hopping.

Magnitudine, in relazione al mio sito capisco fino a dove posso spingere il mio strumento,inoltre durante la serata le condizioni possono variare,trasparenza,umidità,vento,

di conseguenza posso sapere se in certe condizioni posso dedicarmi alla ricerca di un determinato oggetto.

Dimensioni,in base a questo parametro scelgo l’oculare più adatto,quello che mi farà apprezzare al meglio l’oggetto per intero o in un suo particolare.

Filtri,specialmente se si parla di nebulose è fondamentale l’uso e la scelta del filtro giusto,il risultato può variare in maniera considerevole,alcune volte sostituendo un filtro, l’oggetto non cambia ma probabilmente cambia il fondo cielo, possiamo così vederlo più netto e contrastato.Quasi tutte le nebulose migliorano con filtri OIII,H-beta o UHC,l’esperienza e lo scambio di opinioni con altri astrofili ci porterà ad usare quello più adatto.Se invece puntiamo una galassia,quasi sempre ci può venire in aiuto un filtro deep-sky,che abbatte parte dell’inquinamento luminoso;altri filtri che ci possono servire sono quelli colorati per i pianeti o per la luna,che se osservata a lungo e con uno strumento potente, può risultare abbagliante.

Bene ,la mia lista sta prendendo corpo,cerco di dare un ritmo,di scandire i tempi,non posso mettere in lista una quantità di oggetti esagerata che tramontano quasi tutti contemporaneamente,sarei costretto a una frenetica ricerca per poi dedicarvi una frugale occhiata,è fondamentale soffermarsi sull’oggetto che abbiamo puntato,la visione prolungata ci svelerà una quantità di dettagli sempre maggiore,ci si deve “educare” alla visione con l’occhio,con il cervello e con la conoscenza.

Normalmente il numero di oggetti della mia lista non sarà mai esagerato,devo calcolare il tempo che mi ci vorrà per puntarli,per osservarli e per descriverli sul mio quaderno.

Un’altra cosa che faccio è quella di controllare nei miei appunti se gli oggetti che mi sono segnato li ho già visti,tendenzialmente cerco di trovarne di nuovi,oppure mi piace rivedere degli oggetti noti ma da un sito differente, così posso fare una stima della bontà del mio punto di osservazione, sempre a parità di condizioni meteorologiche.

Ultima cosa da fare prima di partire CONTROLLATE IL METEO !!!