Sono ormai diversi anni che frequento i gruppi degli astrofili e mi sono trovato in svariate situazioni,ho imparato,sopportato,mediato e capito che anche se siamo tutti appassionati di astronomia, dobbiamo prima fare i conti con le caratteristiche personali di ognuno di noi.

Ho incontrato molte persone,tutte con il loro carattere e le loro peculiarità, ma siccome molto spesso si sta in gruppo,penso che sia meglio adottare un atteggiamento tale da non disturbare o danneggiare i nostri compagni di osservazioni.Ho stilato quindi una lista di cose da fare o non fare prima e durante i nostri incontri.

Cose da fare:

-testare l’attrezzatura, questo lo faremo a casa,con calma,dove provvederemo alla collimazione degli specchi,all’allineamento del cercatore,alla pulizia delle ottiche e delle parti in movimento.Fare queste cose all’ultimo momento e al buio potrà essere molto difficoltoso e non otterremo un risultato soddisfacente.

-controllare lo stato delle batterie di alimentazione sia per i motori che per l’illuminazione,alcune teste equatoriali non dispongono dei movimenti manuali,pertanto con le batterie scariche i motori non si muoveranno.Una serie di pile di scorta ci preserverà dal nostro mini black-out,ricordiamoci che con l’abbassarsi della temperatura l’autonomia delle batterie diminuisce.

-le osservazioni o le sessioni fotografiche si fanno con l’attrezzatura in ordine,ma anche con il preziosissimo supporto di un atlante che deve essere con delle pagine sufficientemente grandi, tali da con rappresentare una zona di cielo ampia e dettagliata. Chi invece usa il computer dovrebbe avere l’accortezza di schermarlo, in modo da non illuminare chi gli sta nei pressi. Coloro che prendono appunti non devono dimenticare i quaderni e la penna con cui scrivere, tenendo presente che talvolta a causa dell’umidità si fa fatica a scrivere,forse è meglio un pennarello a punta fine o una matita.Chi prende appunti con un registratore tascabile controllerà le batterie.

-non bisogna sottovalutare la logistica, ovvero dove appoggiamo la valigetta con gli oculari, l’atlante,il quaderno ed il binocolo? Ci si può organizzare con un tavolino pieghevole sufficientemente robusto capace di accogliere le nostre cose ed una sedia per scrivere e riposarsi ogni tanto.Anche un piccolo sgabello può essere utile per stare seduti, anziché assumere posizioni contorte e difficili da mantenere nell’osservazione o nell’inseguimento.

-non sottovalutiamo l’abbigliamento, le sessioni si protraggono per svariate ore e ci costringono all’immobilità prolungata.Pertanto a cominciare dalle scarpe, che devono avere una suola spessa e isolante, per continuare con i vestiti, comodi, caldi e indossati a strati . Un ruolo fondamentale lo giocano i guanti,che devono tenerci le mani calde e permetterci di compiere movimenti fini e precisi.Un berretto caldo ci proteggerà la testa e le orecchie,in casi di grande freddo è consigliato un passamontagna e una piccola base di legno o di plastica che ci terrà isolati dal terreno gelato. Anche la serata più tiepida dopo qualche ora ci potrà far patire il freddo, a causa dell’immobilismo e dell’umidità.

-per combattere il freddo o il caldo ci possiamo portare dei viveri e delle bibite calde o fresche a seconda della stagione,sono sconsigliati gli alcolici, che ci faranno vedere un numero spropositato di stelle doppie,non è il caso. Nella tarda primavera ed in estate se ci troviamo in zone di pianura ci porteremo dei repellenti contro gli insetti.

-nelle fasi di montaggio e smontaggio sarebbe buona norma mettersi, nei momenti liberi,a disposizione dei nostri compagni per aiutarli nelle fasi più semplici,senza esagerare nel prendere l’iniziativa. E’ meglio chiedere prima di toccare qualsiasi cosa, ma un piccolo aiuto è sempre gradito.

-ultimo ma non ultimo, è opportuno,se si condivide l’auto, accordarsi prima di partire sull’orario di rientro,sarebbe antipatico troncare anticipatamente una prolifica sessione oppure rimanere sul posto più del voluto, annoiandosi e scalpitando facendo pressione sui nostri amici per tornarcene a casa.

Cose da non fare

-dobbiamo puntare all’autonomia,pertanto evitiamo di chiedere in prestito qualsiasi oggetto, dall’oculare alla penna alla pila. Se rimaniamo con la batteria scarica evitiamo di collegarla a quella dell’auto costringendoci a tenere l’automezzo in moto, magari ci troviamo in montagna in mezzo alla natura selvaggia ma a pochi metri da un tubo di scappamento che emette rumore e fumi tossici, non sarebbe bello per noi ma soprattutto per i nostri amici. Impariamo dalle nostre mancanze,la prossima volta ci faremo trovare preparati.

-accettiamo,senza abusarne, viveri e bibite solo se chiaramente offerti dai nostri amici,se invece abbiamo con noi dei generi di conforto consumiamoli avendo cura di non lasciare in giro rifiuti di qualsiasi genere.Dobbiamo lasciare la nostra piazzola in uno stato migliore di quello in cui l’abbiamo trovata, in prospettiva di una successiva sessione la troveremo praticabile e un’eventuale proprietario del terreno non potrà dirci niente a tale riguardo, i nostri rifiuti ce li porteremo a casa.

-cerchiamo subito una collocazione ottimale del nostro equipaggiamento,non invadiamo gli spazi degli altri, non chiediamo di poter appoggiare le nostre cose sul tavolo o nella macchina non nostra, non invadiamo con la nostra attrezzatura o con la nostra presenza le traiettorie di chi, per esempio, si sposta frequentemente dal tavolo al telescopio.

-non accendiamo luci diffuse e abbiamo l’accortezza di non indirizzare il raggio della nostra torcia elettrica verso gli occhi di qualcuno, evitiamo di accendere le luci interne ed esterne dell’automezzo, chi usa il pc avrà l’accortezza di schermarlo alla vista degli altri, magari regolando la luminosità dello schermo. Queste accortezze sono doppiamente importanti se siamo in presenza di qualcuno che sta fotografando.

-a quasi tutti piace la musica,ma tenere l’autoradio a tutto volume probabilmente può dare fastidio. L’astronomia oltre a farti conoscere le meraviglie del cielo ti permette di trascorrere qualche ora in posti abbastanza defilati, dove si possono sentire i rumori della natura,il canto degli uccelli notturni, uno sbattere di ali nel buio ossia i rumori della notte ma che se coperti da una musica ad alto volume non li potremmo apprezzare.

-non dobbiamo farci sorprendere dal freddo o dalle zanzare. Se questo accade la serata diventerà un tormento e diventeremo un peso per i nostri amici.

-tutti gli astrofili meritano ugual rispetto, non facciamo apprezzamenti negativi verso chi possiede un’attrezzatura modesta, viceversa non pendiamo dalle labbra di chi sfoggia attrezzature ultra professionali, cerchiamo sempre di valutare la persona non la sua propaggine tecnologica. Ho conosciuto persone dotate di uno strumento alquanto modesto ma con una cultura astronomica notevolissima con le quali era un piacere passare le serate ad osservare.

-se siamo invitati ad osservare in un altro telescopio abbiamo l’accortezza di soffermarci brevemente all’oculare, non dobbiamo impossessarcene e far così aspettare altri o addirittura il proprietario.

Conclusioni: per seguire alcuni di questi consigli è abbastanza semplice, per altri ci si deve impegnare un po’ di più, l’importante è avere rispetto per gli altri e per i posti che frequentiamo. Quello che ho scritto è dettato da esperienze che mi è capitato di vivere e osservando, non il cielo, ma le persone ho notato vizi e virtù di ognuno, costoro hanno stimolato in me l’esigenza di scrivere queste righe, nella speranza che chi si ritrova descritto, anche solo per un attimo, possa apportare un piccolo cambiamento al fine di rendere più piacevoli le serate passate in compagnia di chi condivide con noi questa bellissima passione.