Le nuove osservazioni e i nuovi dati ottenuti con il JWST rendono impossibile la sussistenza degli assunti principali, come l’inflazione, la materia oscura e l’energia oscura della cosmologia standard; anzi, ne minano le fondamenta stesse.
Il JWST rivela la presenza di galassie ad alto redshift, con luminosità e dimensioni paragonabili a quelle dell’Universo locale e con una morfologia e una componente stellare ben definite e stabili.
Queste galassie sarebbero impossibili da conciliare con la teoria Lambda-CDM, secondo la quale le galassie primordiali dovrebbero essere mediamente molto più piccole e meno evolute. Tuttavia, queste ultime non compaiono nelle immagini ad alto redshift del JWST.
Ma l’aspetto più interessante che emerge è che i dati sono incredibilmente coerenti con un Universo statico-euclideo e con geometria piatta.
Il relatore esaminerà quindi in modo critico, con un linguaggio semplice e comprensibile a chiunque, la cosmologia moderna, ma soprattutto l’assunto che l’Universo sia in espansione.
Verranno messi a confronto dati, teorie e modelli di Universo differenti, che consentiranno di ampliare la propria visione sul Cosmo, di rimettere in gioco il proprio modo di pensare, di ritornare alla capacità predittiva del metodo scientifico e di meditare su qualcosa di diverso che può essere, al tempo stesso, anche più probabile.







